HomeIspirazioneCaparezza ti fa stare bene?

Caparezza ti fa stare bene?

Immagine Caparezza ti fa stare bene

Caparezza ti fa stare bene! Con questo nuovo singolo, invece, a noi ci ha fatto star male. No, ma cosa hai capito. Non siamo in disaccordo coi messaggi della canzone, il Capa è una persona molto intelligente, e nei suoi singoli si possono sempre scovare informazioni acute e più o meno velate. Il motivo del nostro star male è un altro.

Sono decenni che personaggi più o meno famosi ci mettono in guarda sullo stile di vita debilitante che tutti noi chiamiamo modernità. Lo diceva già negli anni ’90 Tyler Durden in Fight club. Ma lo dicevano ancora prima, quando il mondo moderno era all’inizio, quando stava cominciando a costruire le impalcature di quello che oggi possiamo osservare. Lo dicevano, ad esempio i Pink Floyd o, andando poco più indietro, Pasolini. Ancora prima del novecento troviamo uomini che criticavano la direzione delle società umane (vedi Thoreau). Ma ora mi (ti) chiedo: è forse cambiato qualcosa? Guardati attorno e dimmi… dopo tutti questi messaggi il popolo ha forse modificato il suo andamento?

Problema di informazione

Quando anni fa guardavo la TV sentivo spesso l’oratore di turno ripetere, nei vari argomenti dei vari dibattiti, che il problema di fondo era la scarsità d’informazione. Questo poteva essere considerato vero fino alla fine degli anni novanta, ma oggi tutto è cambiato. Oggi le informazioni non sono il problema. Il problema oggi è semmai il contrario: troppa informazione senza possibilità di verificarne la veridicità e perdita del valore della stessa. Quando tutti possono dire tutto è palese che il messaggio perde valore. A nessuno interessa più ascoltare ma solo dire, e le opinioni degli imbecilli insozzano quelle delle persone più qualificate.

Ma perché la canzone di Caparezza Ti fa stare bene a noi fa stare male? Perché siamo consci che questa sarà l’ennesimo messaggio, l’ennesima opera che tra qualche settimana sarà relegata nel dimenticatoio.

Piccoli adulti

La persona media approva il pensiero di Caparezza, o quella di altri illustri personaggi che scartano il pacchetto illusorio per presentarci la verità. Sono d’accordo con queste raccomandazioni, ma fin da piccoli sono stati cresciuti e cullati dal sistema. E come dico spesso, il sistema è un’entità viva a cui non frega proprio niente del benessere del singolo. Il suo fine è il proprio sostentamento, e il carburante è l’energia vitale degli uomini. Ricordi Matrix e gli umani chiusi in piccole incubatrici da utilizzarsi come batterie? La metafora non è molto lontana dalla realtà. Anzi, è proprio ciò che succede, ma in forma diversa. Fin da piccolo sei stato bombardato da ogni direzione: devi studiare, lavorare, sudare, fare sacrifici, sposarti, fare figli e insegnare anche a loro tutto questo.

Guarda in che razza di essere la società ha trasformato i bambini. Ormai sono dei piccoli adulti colmi di impegni che non hanno il tempo di essere bambini. Prima c’era l’uomo che doveva mantenere la famiglia, poi è arrivata la donna in carriera e adesso il bambino in carriera. Mettiamogli pure uno smoking, una ventiquattrore e un bel cubano in bocca. Ah no, sia mai, il fumo fa male, fa male alla sua salute. Ma stressarlo fin da piccolo non nuoce alla sua salute? Fargli intendere il mondo e la vita come una strenua lotta competitiva? Creare menti abituate al sacrificio, alla rinuncia, al primeggiare sugli altri per avere sempre di più, a fare per anni ciò che fa stare male per stare bene qualche settimana all’anno non è di sicuro in contrasto col futuro del nostro piccolino vero?

Che senso ha fare ciò che ci fa stare male per poter stare bene? Ti fa stare bene tutto questo? Il futuro è un’illusione, non esiste. Se sacrifichi l’oggi col pretesto di un futuro migliore il tuo futuro sarà peggiore del tuo presente. È il futuro a cui aspiri a creare il tuo presente. Ricorda queste parole.

Continueremo a ripeterlo fino a quando non ti entrerà in testa

Non è più un problema di informazione, il vero problema è che la verità non interessa più a nessuno.

Ormai la sappiamo la verità, basta, finiscila con questi discorsi noiosi. Devo pensare a come far soldi per comprarmi la macchina così posso scoparmi tutte le ragazze che voglio.
Basta con la verità, devo sbattermi, studiare per il mio futuro anche se la cosa mi da il vomito, così tra qualche anno potrò starmene a riposare sull’amaca in spiaggia.
Non mi interessa di quelle filosofie da fighetto, io voglio sposarmi, io voglio l’uomo dei miei sogni, io voglio la pizza, io voglio il cornetto, io voglio il caffè, io voglio la fica, io voglio la casa, io voglio viaggiare, io voglio…

Oggi se qualcuno come il Caparezza ti dice che il sistema ogni giorno te lo mette nel didietro e te lo ha messo in quel posto dal momento in cui sei nato, tu al massimo ti indigni e posti qualche sfogo su Facebook. Arrendersi, adeguarsi e sperare. Liscio come l’olio verso una vita non vissuta.

Ma perché, anche se si conosce la verità, anche se magari sappiamo cosa fare, poi non lo facciamo? Noi continuiamo a ripeterlo: manca l’energia vitale. Le pratiche del sistema la succhiano tutta! Siamo costretti a correre sulla ruota del criceto e ci stanchiamo. Poi arriva il Capa a farci stare bene, a rivelarci cosa ti fa stare bene e cosa invece male, e il massimo che riusciremo a fare sarà ascoltare e annuire. Al massimo diremo che ha ragione il Capa, ma l’indomani saremo nuovamente gli schiavi di tutti i giorni. L’azione necessita di energia vitale, e il popolo ne è carente. Può avere le idee moralmente più giuste ma gli manca la spinta, il combustibile. Anche la sola consapevolezza necessità di energia. Alcuni nemmeno comprendono simili messaggi, sono talmente addormentati e intasati dalle futilità che non riescono a capire qualcosa di più complesso del 2+2=4.

Caparezza ti fa stare bene

Tutto questo ti fa stare bene?

Anche oggi più stanco di prima, do inizio alla strofa così: per fare una rima.
Ho detto do, ma il do di petto io solo aspetto, perché il petto e magari anche la coscia è l’unica cosa che ho nel mio cerebro.
Cerebro leso dal sistema, sessualizzato fin dalla prima, elementare, con Dinsey Walt che ti insegna a disegnare.
Devo fare, devo fare, ma non voglio, pulire la casa, le mutande da stirare.
Devo fare, devo pagare, ma c’è una cosa che voglio comprare, e il nonno me lo diceva spesso: ti devi sacrificare.
Serve pecunia, serve lavoro, ma per star bene io voglio il ristoro.
So cosa serve, so cosa voglio, ma lo stato d’animo si è infranto; indovina dove?
È chiaro, la rima vuole lo scoglio.
O gli spaghetti, che siano con l’olio o allo scoglio il peperoncino sul sugo non lo voglio.
È tutto un gioco, un giro di giostra, filosofia alla Terzani o di cosa nostra. E invece son qui fin da bambino, che m’incazzo e mi agito come un cretino.
Lo so, la rima è scontata, ma lo è pure la verità. Dove c’è semplicità sbuca la verità. E che vuoi da me non sono mica un rapper.
L’energia vitale è ai suoi minimi storici, così come nel diciannove la borsa, o le occhiaie della Durso.
Ma io, ditemelo voi, che sono solo un bambino, dove sto andando così di corsa? E per quale scopo sto riempiendo la borsa?
O la borsa o la vita dicevano. Ed io, come Renton, scelgo la vita.

Ho provato a imitare il Capa e non so se questo ti farà stare bene. Il mio intento è smuovere le ceneri che divampano nel fuoco dell’azione. Non ho voluto offrire alcuna soluzione diretta in questo post, e magari tu penserai: perché non esiste! E invece no, esiste, esiste eccome. Eccola qua, la Radice.

FINALMENTE È ARRIVATO

Se non ti piace leggere da Pc o smartphone è pronto l’ebook del Project Excape. Se lo desideri puoi sostenere il progetto leggendo in modo ordinato e cronologico gli articoli più significativi, come se fosse un libro.
Scopri l'ebook

In tutte le librerie digitali come Amazon, Kobo, IBS ecc.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *