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I benefici dell’attività fisica: il cerchio di “entrata/uscita”

Immagine I benefici dell'attività fisica: il cerchio di “entrata/uscita”

I benefici dell’attività fisica: il cerchio di “entrata/uscita” fa parte della base del Project Excape, La radice. Qui sono concentrati anni di esperienza, errori e tante soddisfazioni. Per rendertela così com’è ora ci sono volute settimane di duro lavoro. È qualcosa di cui pochi parlano, e abbiamo deciso di metterla a disposizione di chiunque. Trovi il contenuto di valore? Condividi l’articolo con i tuoi amici!

Tutti conoscono gli innumerevoli benefici che derivano dall’attività fisica. Sappiamo come fare per vivere sani. È inutile e illogico dilungarmi in tale direzione. In questo articolo non mi dilungherò in cose già risapute. Al contrario approfondirò la relazione tra attività fisica ed energia vitale.

Capitolo 7 - Attività fisica

L’attività fisica contribuisce ad un buon livello di vigore vitale, anche se, paradossalmente, con il movimento vado a togliere energia. Negli ultimi due appuntamenti di Radice abbiamo preso in causa l’alimentazione ed il respiro. Questi sono due elementi che immettono energia vitale nel corpo. Il terzo elemento è, per l’appunto, il movimento fisico. Questo permette all’energia di fluire fuori dal corpo.

Il cerchio di “entrata/uscita”

Nel corpo umano è presente un percorso invisibile che io chiamo cerchio di entrata/uscita. Come dice la parola stessa, è un tragitto ricorsivo di energia. Il normale funzionamento dell’organismo necessita di un’incessante immissione energetica e di una continua uscita di questa energia per mezzo di ciò che facciamo ogni giorno. l’energia vitale deve entrare, scorrere liberamente e uscire.

Si possono compiere tutte le pratiche migliori per reperire energia, ma se questa non viene consumata, con tutta probabilità si origineranno dei ristagni, dei blocchi energetici, degli intasamenti che andranno a manifestarsi nel piano fisico per mezzo di dolori, contrazioni, irrigidimenti, infiammazioni, traumi involontari…

So che possono sembrare parole che divergono dal razionale. Io stesso ho sperimentato queste tesi in un periodo di moto fisico carente. Non affermerei di certo cose inverosimili, se prima non le avessi testate su me stesso. Ricordo che stazionavo in una fase in cui ero impossibilitato a muovermi spesso. Al principio mi sentivo molto carico, ma col trascorrere del tempo cominciai a sentirmi sempre più stanco, anche se cercavo costantemente di mantenere un buon livello di energia vitale. Quando il vigore è alto ma non viene fatto circolare, si manifestano degli atti involontari (o sbadataggini) che possono portare a traumi fisici più o meno gravi. In poche parole, ci si sente bene e si vuole strafare.

Attività fisica - Il cerchio di entrata/uscita dell'energia vitale

Cultori del divano o palestrati tutto muscoli

Il principale errore di oggi, per quanto riguarda l’attività fisica, risiede nei due opposti. Da un lato oziare e non far nulla, dall’altro straziarsi di allenamento. Trarre i migliori benefici dall’attività fisica, secondo noi, non consiste di certo né nel primo esempio né nel secondo. Nessuno di questi due modi di vivere attuali regalano un alto livello di energia vitale.

Nel primo caso la pigrizia, la noia e l’annebbiamento mentale saranno compagni indelebili nel continuo barcollare della persona, che passerà da una sedia all’altra, da uno schermo all’altro, da un divano all’altro. Nel secondo, tutta l’energia verrà consumata nelle stressanti sessioni fisiche.

Cosa ci rivela l’anatomia umana?

Basta guardare il corpo umano per capire la sua funzione normale, basta ripensare all’energia che avevamo da bambini, quando tutto era gioco ed eravamo in movimento continuo. Non vi eravamo costretti, lo desideravamo. Basta osservare lo stile di vita attivo dei gruppi di uomini e donne che vivono ancora a stretto contatto con la natura. Bastano queste poche evidenze per capire che l’essere umano è programmato per muoversi. L’uomo dovrebbe avere una vita incentrata sul movimento. Non servono studi scientifici che citano i vantaggi del fare mezzora di camminata al giorno. Oggi però la sedentarietà e l’immobilità sono talmente calcificate nei modi di vivere che dobbiamo sforzarci per compiere ogni tipo di attività fisica che esula dalle abituali situazioni sociali, lavorative, familiari ecc.

Ciò che si fonda sullo sforzo ha vita breve

Ma perché dobbiamo forzare l’attività fisica? Semplice, perché facciamo fatica. Il ricordo della fatica ci fa desistere dal cominciare. La sensazione della fatica invece annulla la costanza nel tempo dell’attività fisica.
Quante volte ho cominciato forzandomi, per poi arrendermi subito dopo. Anche a te forse saranno capitate esperienze simili. Sono innumerevoli i programmi di ginnastica, di fitness, di corsa che in passato ho cominciato euforicamente, e che dopo la fase intermedia di forzature quotidiane ho deciso di sospendere. Tutto questo perché seguivo il classico modello di vita che la società ci impone. Ciò che si basa sullo sforzo ha vita breve.

Ho già anticipato questa particolare tematica in un precedente articolo di Radice: Stati d’animo positivi VS forza di volontà: smettila di combattere. Consiglio la lettura di questo articolo, specialmente a quelle persone che si sono identificate nel personaggio del guerriero e che intendono la vita come un’incessante battaglia.

Fare attività fisica e vivere in forma non dev’essere faticoso

In media le persone di oggi fanno poca attività fisica perché costa fatica, eppure la fatica non è nient’altro che una normale conseguenza dello stile di vita a cui il sistema ci ha abituato. La fatica è quindi un effetto dell’inattività, di un’alimentazione inumana, di un riposo scarso e sfasato, di un cerchio entrata/uscita otturato, di un ritmo respiratorio stressato e dei fattori che analizzeremo nei prossimi episodi di Radice. La fatica come viene percepita oggi non è naturale. Essa si presenta come effetto di tutti i nostri atteggiamenti innaturali e inadatti ad una vita umana. Capirai cosa intendo col procedere del discorso, pazienta ancora qualche riga.

Sforzo VS Spontaneità

Dopo che abbiamo visto il rischio di cadere nella sponda dell’inattività o in quella dell’ossessione dei bicipiti, scopriamo finalmente la nostra linea di pensiero.

Prima però voglio sperare (inutilmente) che non si offendano coloro che frequentano le palestre. Sappiamo bene che, non tutti, specialmente in città, possono permettersi di muovere il corpo liberamente nella natura, e che dunque devono ripiegare sulle palestre. Sempre meglio fare attività ripetitiva al chiuso che non fare nulla. A nostro avviso è anche quella una forma di alienazione, dove si fa a meno del godimento del percorso con la promessa di un difficile risultato che, anche se viene raggiunto, non porta di certo a un’esistenza gioiosa. Anche noi facciamo degli allenamenti al chiuso, specialmente d’inverno, ma non devono trasformarsi in un dovere, ma in un piacere. Qui c’è una sostanziale differenza.

Detto questo, noi proponiamo la voglia spontanea di muoversi piuttosto che forzare i movimenti. La voglia di muovere il corpo nello spazio deve nascere come un gioco. Deve essere piacevole e non deve portarci in uno stato di fatica dopo pochi minuti. Deve essere spontanea e non tirata. Imprevedibile e non condizionata da sessioni cronometrate, da movimenti stressanti e ripetitivi. Praticamente, non diventare criceti che corrono in gabbia. La vera natura dell’attività fisica umana secondo noi è questa.

Quasi sempre ci si accorge del corpo solo quando duole, solo quando ci fa male qualcosa. Se ci duole una gamba portiamo attenzione all’arto, se ci fa male la pancia la stessa cosa. Invece, nel vero movimento consapevole, l’attenzione va a tutto il corpo, come in una specie di consapevolezza cinetica che ci permette di esprimere noi stessi per mezzo di un piacevole movimento fisico.

Un ottimo trucco per capire se il tuo livello di energia è carente, è osservare come percepisci la fatica. Se la percepisci come un piacere significa che possiedi un buon vigore, se invece giunge dopo pochi minuti ed è altamente fastidiosa, allora probabilmente il tuo livello è scarso.

Un pizzico di volontà per avviare il volano

La risposta è (come abbiamo detto nei precedenti capitoli) agire sui 6 fattori chiave dell’energia vitale. Sarà utile cominciare a migliorare la propria alimentazione, la respirazione e apportare i cambiamenti che leggerai nei prossimi capitoli (incentrati sulla luce solare, il riposo e il silenzio). Tutto questo genera un graduale innalzamento della voglia di muovere il corpo, che a sua volta migliora la pratica degli altri 5 fattori.

Chiaro che un pizzico di forza di volontà è indispensabile. Se si è abituati alla sedentarietà più estrema, al principio è imprescindibile un atto volontario. Questo atto di volontà lo si può intendere come il motorino di avviamento che avvia il motore vero e proprio. Ciò che fa continuare a girare il motore non è il motorino di avviamento (gli sforzi di volontà) ma la benzina (l’energia vitale). Capito il concetto? I benefici dell’attività fisica, quando diverrà una pratica giornaliera, si legheranno ai benefici degli altri 5 fattori.

Un ultimo accorgimento per cominciare

Ricapitolando, se vuoi cominciare un sano percorso fisico, ma soprattutto, se vuoi mantenerlo negli anni, ti suggeriamo di non forzare mai la tua attività fisica. Se non ti va di muoverti significa che il tuo vigore vitale è basso. Questo indica che devi attivarti maggiormente sugli altri 5 punti. Alimentazione. Respiro. Luce solare. Riposo. Silenzio.

Per quanto riguarda la nostra esperienza possiamo dirti di lasciar perdere tutti quegli slogan che promettono bicipiti da urlo in due mesi o resistenza da maratoneta con 5 minuti al giorno di corsa. Quando si parla di forma fisica è meglio stare lontani da programmi mensili, da obiettivi che si dovrebbero vedere in tre o quattro mesi. Ciò che voglio consigliarti è di pensare nel lunghissimo periodo. Cinque anni possono andare bene. Così facendo non avrai nessuna ansia da prestazione. Non ci sarà nessun obiettivo pressante, nessuna forzatura. Solo della piacevole attività fisica che apporterà i suoi benefici più lentamente, ma che si manterrà facilmente per decenni.

È doveroso affermare che il tutto può concretizzarsi facilmente solo a patto che l’energia vitale permanga sempre ad un livello ottimale. Ma questo dipende solo da te. Quindi dov’è il problema? Riscopri la gioia di avere un corpo o se preferisci: di essere un corpo.

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