HomeFilosofia praticaAvere paura di morire: il metodo delle convinzioni

Avere paura di morire: il metodo delle convinzioni

Avere paura di morire: il metodo delle convinzioni

Esistono molti tipi di paure. Quella più intrinseca e radicata nell’uomo è di certo avere paura di morire. Ma ce ne sono molte altre, come il timore degli insetti, la paura di perdere i propri averi materiali, paura degli spazi affollati, o una delle paure che molte persone ammettono di possedere, la paura di parlare in pubblico. Puoi tirare un sospiro di sollievo, non voglio essere l’ennesima persona che parla di public speaking, ossia di come parlare in pubblico e superare l’imbarazzo. In rete esistono infinite informazioni del genere. Non ti annoierò con questo.

Metodo #1 - Avere paura di morire: il metodo delle convinzioni

Avere paura di morire da un altro punto di vista

Ciò che oggi voglio donarti è un semplice metodo che sviluppai alcuni anni fa, e che battezzai così, su due piedi, metodo delle convinzioni. Il nome non è importante, lo scelsi solo per ricordarmi lo svolgimento dell’esercizio mentale. Nessuno o quasi è privo di paure. Non intendo certo fornire una tecnica che pretenda di estinguere ogni paura. Ciononostante, potrete venire a conoscenza di un atteggiamento che forse potrà rivelarsi migliore, perché agisce proprio sulla percezione di questa specifica emozione. In molti casi sarebbe deleterio cancellare la paura. Questa è un meccanismo che serve alla sopravvivenza fisica del corpo.

Tuttavia nel contesto moderno in cui ci troviamo l’equilibrio della paura è stato, nel corso del tempo, sballato (o meglio, falsato). Per dirlo in una frase, abbiamo sostituito utili paure ancestrali con paure limitanti, per lo più di tipo sociale. Secoli fa la paura era utile appunto per scappare da pericoli che minacciavano la propria vita. Ora che viviamo in una società “sicura” l’evento si verifica molto raramente. Questo è sicuramente positivo, ma l’altro lato della medaglia palesa dei timori per la maggior parte ridicoli e privi di alcun fondamento logico. Se tempo addietro avevamo paura dei ruggiti di un lupo oggi l’abbiamo sostituita con la paura di apparire insicuri e impacciati alla vista altrui. Se avere paura di morire poteva essere utile a sopravvivere, oggi è solo un’ansia perpetua che ci scava dentro.

Che l’uomo non possa esistere senza paura?

Tralasciando la mia impronta filosofica che preme nel voler rispondere a questa domanda, avviamoci nel pratico della questione. Non aspettarti certo l’utilizzo di strani marchingegni che vanno innestati alla sommità del cranio, caschi virtuali o strane tecniche di visualizzazione. Sarebbe inutile tentare di agire esternamente per mezzo di attrezzi artificiali o con immaginazioni che non vengono percepite come reali. La paura è generata non dal mondo esterno ma da ciò che tu stesso pensi del mondo esterno.

Ora prova a prendere in causa uno dei tuoi timori più sentiti. Scegli il primo che ti viene in mente. Io, per comodità, utilizzerò la paura di morire. In seguito pensa a questa affermazione, ripetendola pure, se preferisci, ad alta voce:
Ho paura di morire.
Ed ora prova invece con questa affermazione differente:
Sono convinto di aver paura di morire.

Noti la differenza? A primo acchito può sembrare banale, ma questo succede perché è presente una carenza di consapevolezza dei nostri meccanismi mentali. Quando pensi ho paura o dialoghi con gli altri affermando ho paura di morire percepisci quel timore come una cosa reale e tangibile. Quando invece pensi o dici sono convinto di aver paura ti accorgi che è una tua convinzione. Realizzi che è un tuo modo di vedere e percepire la realtà che può non essere veritiero. Può, pertanto, essere cancellato in un millesimo di secondo. La tua percezione mentale dell’evento cambia completamente. Servirsi del linguaggio pensato o verbale consapevolmente può farci capire la vera natura delle nostre convinzioni.

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù (John Keating).

Essere convinti di un fatto lo fa diventare una verità assoluta

Essere convinti di un fatto lo fa diventare una verità assoluta, mentre quando ti rendi conto che quello che possiedi è solo una convinzione, allora le cose iniziano a cambiare. Questo del come ci diciamo le cose è un argomento che mi sta molto a cuore. Devi sapere che la tua realtà dipende proprio da come dialoghi con te stesso, da ciò che quindi pensi sia la stessa realtà. Se sei particolarmente interessato a queste tematiche sei nel posto giusto. Potrai leggerne molte in questo spazio.

Articolo consigliato: I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

Vediamo altri esempi:

Ho paura di perdere tutti i miei risparmi. / Sono convinto di aver paura di perdere tutti i miei risparmi.

Io sono una persona timida che ha paura di fare brutta figura in pubblico. / Io sono soltanto convinto di essere una persona timida e di aver paura di fare brutta figura.

Ho paura, diventa sono convinto di aver paura di. Cambia tutto. La noti la differenza? Se credi che questo accorgimento non sia poi niente di speciale ti consiglio di rileggerlo o di rifletterci in un altro momento. Se invece ha fatto scattare in te un fervore intuitivo, serviti fin da subito di questo metodo. Prova pure con paure di poco conto o con quelle più marcate, come ad esempio la paura della morte o di perdere persone care. Non è un gioco masochista, anzi. Può farti comprendere una diversa sfera della tua esistenza. Ora però non voglio dilungarmi troppo in concetti e parole artificiose, non ti resta solo che far pratica.

Ma prima di congedarmi, a te che leggi voglio chiedere una cosa. Hai capito il messaggio insito nell’articolo o sei convinto di averlo capito? 🙂

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