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Perché devi assolutamente conoscere Anthony De Mello

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Non parlerò di questo famoso maestro del passato, e non mi soffermerò sulla persona di Anthony De Mello. Voglio farti conoscere quello che secondo me è il suo messaggio più importante, la ragione più valida per conoscere e leggere Anthony De Mello: definito superficialmente padre del pensiero positivo. Quando a mio avviso le sue parole prendono in causa un piano molto distante dal banale pensiero positivo.

Preoccuparsi del messaggio e non del messaggero

Devi sapere che nei miei anni di studio da autodidatta non mi sono mai preoccupato tanto del messaggero quanto del messaggio, e questo è un consiglio che voglio regalare anche a te. Se avessi dovuto scegliere di leggere o non leggere alcuni scritti di Anthony De Mello in base a ciò che scrivevano di lui sulla rete, mi sarei perso un modo di intendere la realtà a dir poco stupendo.

Uno degli automatismi attuali di chi si informa nei vari canali di oggi è quello di focalizzarsi troppo sul messaggero tralasciando poi il messaggio. È facile perdersi nelle foglie dimenticando la radice. È facile giudicare, evidenziare gli errori altrui e le loro incoerenze. Ma suvvia, nell’arco di un’intera vita chi non è stato incoerente? Non è forse un comportamento deleterio e immaturo centrare la propria attenzione sulle incongruenze altrui? Non è forse meglio accertarsi della veridicità delle informazioni utilizzando il proprio e unico modo di pensare senza badare tanto al nome sulla copertina o vetrina che sia?

Il messaggio più utile di Anthony De Mello

Dopo questa premessa, concentriamoci appunto su uno dei messaggi più utili di questo grande maestro. Mi sento di dire che, dal mio canto, è uno dei più utili mai scritti, specialmente nell’epoca corrente dei ripetitivi dibattiti inconcludenti.

Hai mai analizzato le discussioni privo di quell’opacità mentale che spesso accompagna più o meno tutti? Ti sei mai auto-osservato quando dialoghi con gli altri? Anthony De Mello divulgò una propria critica della ragion pura. Non lo fece nel senso Kantiano del termine, ma in quello che sottolinea l’inutilità del voler aver ragione e del voler inculcare agli altri la propria opinione.

Voler aver ragione a tutti i costi

Non puoi non essertene accorto, specialmente se hai usufruito della domanda qua sopra. Ricordi come nelle tue discussioni il tuo interesse era totalmente indirizzato verso le tue ragioni? Verso la propria visione delle cose, tralasciando quelle dell’altro o degli altri interlocutori? È inutile negarlo, la maggior parte delle volte facciamo finta di ascoltare. Non ci interessa ciò che ci viene detto, perché riteniamo vero ciò che diciamo noi, ed è quello a interessarci.

Ma allora a cosa serve parlare? Qual è il vero scopo del dialogo? Ognuno vuole sopraffare le visioni altrui. È di questo che si tratta? Cosa se ne ricava, che senso ha?

L’unico modo attraverso il quale qualcuno può esserti d’aiuto è mettendo in discussione le tue idee (Anthony De Mello).

Dopo aver letto ed interiorizzato quest’immane aforisma i miei dibattiti non sono più stati gli stessi. Sì, lo confesso, ci sono state delle situazioni in cui l’abitudine, consolidata da tutti gli anni passati, ha preso possesso della mia bocca e delle mie orecchie, spalancando troppo la prima e otturando le ultime. Eppure, grazie a questa consapevolezza, ciò è successo sempre meno.

Quello che dovrebbe fare un vero amico

Parlare della stessa cosa, avere la stessa identica visione di un fatto, così da marcarla ancor di più, serve pressoché a nulla. Solo quando qualcuno mette in discussione le tue idee ti può essere veramente d’aiuto. Questo dovrebbe fare un vero amico quando è necessario.

E invece, ricordi quali sono state le tue reazioni? Ci hanno abituato a scontrarci e a litigare quando credenze diverse contrastano il nostro pensiero. Ci hanno inoltre insegnato a pensare che tutto sia bianco oppure nero. Così via agli infiniti dibattiti: “ho ragione io, non è vero, sbagli, devi capire che questo è giusto, quello che dici è falso”.

Distanziati da chi non controbatte mai le tue opinioni. Sia chiaro, non è che adesso devi dare ascolto a chi afferma sempre il contrario di ciò che dici, o bianco o nero.

Ho voluto scrivere e inserire questa riflessione tra i primi articoli del blog. L’intenzione è che questo messaggio tu lo legga prima di addentrarti nei numerosi argomenti che verranno. Voglio appunto che questo modo di intendere informazioni diverse dalle solite venga da te interiorizzato. È solo così che io posso esserti utile.

In futuro tu non sarai d’accordo con me

Con ciò, te lo dico chiaramente, sono quasi totalmente convinto che nel futuro di questo blog ti si presenteranno concetti e indicazioni che giudicherai molto strani. Forse addirittura falsi. Ecco, in quel momento voglio che tu ti serva della morale di Anthony De Mello. Chiediti da che punto di vista stai guardando quella credenza che discosta dal tuo credo. Domandati da dove proviene il tuo credo. Origina realmente da un tuo pensiero incontaminato o ti è stato innestato da qualcosa di totalmente esterno alla tua coscienza? In base a quali convinzioni giudichi questa tesi falsa?

Ecco due tematiche che forse contrasteranno con alcune tue convinzioni: Antropocentrismo, perché gli animali non soffrono come noi. E Qual è il senso della vita? Destino VS libero arbitrio.

I libri che vi consigliamo di Anthony De Mello sono due. Il primo, da leggere assolutamente, è Messaggio per un’aquila che si crede un pollo. Il secondo, secondo noi non indispensabile come il primo, è Istruzioni di volo per aquile e polli. Vedete voi 😉

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1 commento su “Perché devi assolutamente conoscere Anthony De Mello”

  1. Una volta lessi una persona che scriveva in un suo scritto: Non credere ad una sola parola di quello che ti dico, poniti il dubbio. Non credere ad un solo tuo pensiero, poniti sempre il dubbio. Ecco, in questo momento sono passato da un eccesso all’altro, cercando il giusto equilibrio, cercando di essere un buon ascoltatore di persone a cui posso essere utile, ma soprattutto per imparare, perchè come dice il dalai lama, quando parliamo, non facciamo altro che dire qualcosa che già conosciamo, ma quando ascoltiamo abbiamo sempre qualcosa di nuovo da imparare

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