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L’amore non corrisposto non esiste

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L’amore non corrisposto è una delle numerose cause di sofferenza dell’uomo. È probabilmente uno dei dolori più intensi e sentiti che una persona possa provare. Nella vita tutti noi lo abbiamo provato… o lo proveremo.

Puoi scegliere il partner che vuoi, ma sai scegliere?

Forse nei secoli trascorsi questo dolore era meno presente, a causa della differenza culturale e sociale nel gestire le relazioni, in particolare nella scelta del compagno o della compagna. Di certo i matrimoni combinati (molto in uso nel passato) non danno man forte a queste parole, ma diciamolo chiaramente, in proporzione era come una goccia nel mare. Si trattava di un pugno di famiglie nobili rispetto alla vastità della popolazione. Senza dimenticare che questo tipo di matrimoni sono ancora ben presenti, anche se più abilmente mascherati, non tanto dalle famiglie dietro le quinte quanto dai protagonisti in scena. Anche oggi i matrimoni vengono combinati per qualche motivo correlato a varie forme di guadagno, vantaggio ecc.

Negli anni, sembra che il mondo occidentale abbia conquistato questa libertà sacrosanta, quella di poter scegliere liberamente il proprio partner. Ma quanti di noi sanno servirsi di questa possibilità in modo saggio? Quanti sanno scegliere? In base a quali principi e valori si sceglie una persona con cui condividere la vita al giorno d’oggi? E perché lo si vuole fare? Qual è il motivo reale?

Il dolore dell’amore non corrisposto

Che avvenga nella ricerca di un compagno, nelle dinamiche di rapporti già consolidati, oppure che si stanno sfaldando, o che si sono conclusi, si rischia sempre di incorrere nell’amore non corrisposto. La sofferenza di questo amore, spesso dai connotati platonici, non la si augura a nessuno. desiderare così tanto un uomo o una donna ma non potergli stare accanto, dove il contatto fisico è negato, con tutte le analogie del caso, possono innescare uno struggimento venefico. È un sentimento che può sfociare nel suicidio: l’unica via di fuga per il mal d’amore estremo.

I dolori di tipo sentimentale ci fanno impazzire. Dalla mattina fino alla sera i pensieri vengono continuamente squarciati dal demone dell’amore. Non riusciamo a pensare ad altro che alla persona amata, ogni nostra azione è disturbata da quella sensazione di buco allo stomaco, di vuoto nella zona del cuore. La presenza, la consapevolezza di sapere chi siamo, dove siamo e cosa stiamo facendo è negata.

Amore non corrisposto - 2 tipologie

Due tipologie di amore non corrisposto

Esistono due tipi di amore non ricambiato:
Il primo consiste nell’innamorarsi di una persona sconosciuta, oppure di un conoscente o di un amico.                     Il secondo equivale al non vedere lo stesso sentimento di amore nel partner; noi amiamo il nostro compagno/a ma crediamo che lui o lei non provi la stessa cosa; questo può avvenire anche dopo che la coppia si è sciolta, quando noi continuiamo ad amare mentre l’altro si allontana e sembra non curarsi minimamente di noi.

A differenza del primo caso, nel secondo si possono appurare sofferenze maggiori. Il sentimento del primo caso di solito si dilegua in poco tempo. Alla maggiore si tratta di innamoramento e non di amore, se vogliamo richiamare un linguaggio di tipo psicologico.

Come far sparire quell’orrenda sensazione

Vediamo ora come trattare l’amore non corrisposto del primo e del secondo esempio. Quando ci innamoriamo di una persona che non conosciamo, risolvere la questione è molto semplice. Basta cominciare a conoscere la persona in questione per far cadere l’illusione dell’innamoramento. Scopriamo sempre che ciò che pensavamo e che ci piaceva nell’altro, quasi sempre si trovava solo nella nostra testa e non corrispondeva con la realtà.

I classici esempi sono quelli che si verificano nell’adolescenza. Le cose si complicano, invece, quando l’amore non viene ricambiato da una persona che abbiamo imparato a conoscere, o addirittura che frequentiamo intimamente. In questo caso, il modo comune di vivere le relazioni ha generato molta confusione sull’amore e su ciò che si pensa di esso. Credo che sia inutile forzare l’altro ad amarci. Strategie per adescare l’altro possono funzionare, ma non di certo per quanto riguarda lo scoccare la scintilla dell’amore.

In questo caso posso solo dire di amare l’altra persona e lasciarla andare, così come fareste con un albero o una cavalletta. Quando siamo nel bosco la vista della chioma rigogliosa ci piace, ospita gli uccellini che rallegrano l’umore, può donarci ombra e frutti gustosi… Così amiamo l’albero, possiamo abbracciarlo se vogliamo, non deve essere un atto di moda, né per scacciare la solitudine. Amiamo l’albero senza domandare nulla in cambio, e torniamo alla nostra dimora. Stessa cosa nelle relazione tra gli esseri umani: amare senza desiderare di essere amati. Questo principio, se compreso nel profondo e attuato, si dimostrerebbe essere la vera cura del mondo. Ti sprono a leggere questo post per comprendere in modo totale questo concetto.

Oh, mio amato, torna da me

E quando la coppia scoppia? Può succedere per motivi diversi, e in genere, succede spesso che uno dei due cominci una nuova vita mentre l’altro continui ad amarlo e a soffrire per l’amore non corrisposto. Così comincia a desiderare di far tornare l’ex marito o fidanzata che sia. È disposto a qualsiasi cosa per farlo/a tornare, persino a cambiare la propria personalità e abitudini. Magari dar pure vita a strategie e macchinazioni per far tornare da sé l’amato/a.

Cercare di adattare la propria personalità al partner o indurre sotterfugi per riconquistare il suo amore, però, sono due strade che protraggono la sofferenza. Vivere recitando è un continuo stress, cambiare se stessi, essere e fare ciò che non si è per compiacere l’altro non può che portare all’insoddisfazione. Andare contro la propria natura non può essere considerato né logico né sano. Senza contare che i comportamenti artefatti allontanano qualunque tipo di persona. Inoltre, l’amore è immune alle strategie e alle macchinazioni. Non lo si può rendere specifico o forzare, non lo si può contestualizzare ma nemmeno decontestualizzare. L’amore è dappertutto. L’amore non corrisposto, in fondo, non esiste.

La soluzione alla sofferenza d’amore è amare

Ma cosa fare se continuiamo a soffrire perché la persona che conosciamo o con cui ci siamo rapportati nell’intimo non ne vuol sapere di noi?

Innanzitutto è doveroso chiedersi cosa vogliamo da quella persona, quali bisogni possono venire soddisfatti dal rapporto. Pensiamo forse di poter riempire il vuoto interiore che ogni individuo porta con sé, che non è altro che la mancanza della vera felicità duratura? Crediamo forse di curare la solitudine? Tappiamo i buchi dei nostri piaceri emotivi, sociali, sessuali inespressi e insoddisfatti?

In queste situazioni, fatti questo tipo di domande: voglio il mio ex fidanzato o l’amore che lui provava per me? Rivoglio le sensazioni che lui o lei mi faceva provare o voglio che lui o lei non le possa provare con altre persone?

Domande simili possono soltanto avvicinarci alla verità, perché siamo sinceri e onesti con noi stessi. Scoperchiando le corazze conosciamo le nostre zone più in ombra, e ci accorgiamo dei veri motivi delle nostre azioni, che spesso non riguardano affatto l’amore anche quando pensiamo che sia così.

Pertanto l’unica strada che può spegnere il dolore derivato dall’amore non corrisposto è amare veramente, che significa desiderare la felicità dell’altro, abbracciarlo senza attirarlo a sé, amarlo senza aver bisogno di lui o lei. Anche se potresti riuscire nel tuo intento di riconquistare il tuo ex, ad esempio, ricorda che un individuo destabilizzato e insoddisfatto, non può che rendere la relazione insoddisfacente e infelice. Non farti ingannare dai primi mesi, sono infettati dall’illusione. Questo non significa amare l’altro, ma farlo sprofondare nel proprio baratro. Ricorda che la sofferenza proviene dall’innamoramento, dalla dipendenza, mai dall’amare.

Articolo consigliato: Differenza tra innamoramento e amore: qual è lo scopo di queste due forze?

L’anima gemella cambia continuamente

Cosa? Questa è buona! L’anima gemella cambia continuamente? Ti chiederai da dove ho tratto questa stramba affermazione e la natura di tale considerazione. Be’, come spesso succede, scrivere e ragionare su determinati argomenti mi fa giungere a nuove considerazioni, apre finestre sul passato, esperienze dimenticate che generano nuove finestre di pensiero.

Ci hanno istruito sull’anima gemella in un modo che forse rasenta troppo il fiabesco. Questo termine, questa corrente di pensiero, tuttavia, dovrebbe essere utile alla comprensione della realtà più nascosta, e non alla fuga dalla realtà o all’illudersi. Chi ben conosce l’essenza e lo scopo delle fiabe è conscio di questo fatto. La fiaba e i suoi sinonimi hanno così raggiunto questi connotati, o si dovrebbe dire che sono stati mal interpretati. Così che vanno a insozzare i modi di intendere gli argomenti più disparati.

Cercala, perché lei lo sta già facendo

L’anima gemella allora sarà doverosamente una in tutto il mondo, fatta apposta per noi e per nessun altro, un incastro perfetto senza sbavature. Scusa, ma io credo che la natura caotica dell’universo dimostri il contrario di ciò. Tutto è in continuo mutamento, così come gli esseri umani. Tutto si attacca e si stacca, continuamente, ogni parte dell’universo entra in contatto con le altre parti e ne viene influenzata. Può esistere un’anima gemella immutabile adatta a noi? Come ho detto tutto cambia, quindi la risposta è no. Eppure, l’anima gemella può esistere, ti dico di più, ce ne può essere una al mondo, o dieci, o mille. Tutto dipende dalla compatibilità tra una persona e l’altra. Qualcuno potrebbe precisare la questione parlando di chimica, di caratteri compatibili, di personalità, di frequenze affini, di colpo di fulmine e via dicendo. Io preferisco non dare definizioni, perché in questo frangente non mi sento in grado di farlo.

Voglio solo consigliarti di cercare la tua metà senza accontentarti, perché accontentarsi è sempre un’azione che si sposa col mediocre, con l’adattamento forzato, cioè col ripudio della propria unicità. Tutto ciò porta ad essere infelici. Cercala, senza limiti di alcun genere. Cercala, perché lei lo sta già facendo. E ricorda, se conosci la natura dell’amore, ti accorgerai che l’amore non corrisposto, in fondo, non esiste.

Articoli consigliati: L’unica cura esistente per la dipendenza affettiva, Come essere felici da soli, anche se siamo animali sociali e Sono morta dentro: uno stato d’animo sempre più diffuso.

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11 commenti su “L’amore non corrisposto non esiste”

  1. Non siamo affatto educati ad amare, ma solo a crearci aspettative su un essere umano che dovrà soddisfarle, perché… perché noi siamo noi, che diamine! Il centro del mondo, nientemeno. E siamo disposti a molto, se non a tutto, per tenere in piedi le nostre illusioni, che non sono affatto più splendenti della realtà. L’amore com’è comunemente inteso è fondato su quella che su “Un corso in miracoli” viene definita “illusione della specialezza”: io sono speciale (sennò non sono nessuno) e cerco la persona speciale che sia perfetta per me. Non c’è da meravigliarsi se dopo un po’ le aspettative crollano e ci si sente delusi! Il fatto è che siamo esseri integri e non necessariamente bisognosi di un partner, anche se fare un tratto di strada insieme (che siano due settimane o cinquant’anni) può aiutare entrambi a crescere. Non però sulla base delle storie che ci vengono raccontate, che insegnano a pretendere, non ha dare. Buona estate, Andrea! 🙂

    1. Andrea Di Lauro

      Un grande plauso al tuo commento, come sempre dritto al punto centrale 🙂 Piove spesso anche da te? Io faccio la danza del sole ogni giorno, ma qua dicono che sarà un agosto molto bagnato 🙁

      1. Complimenti per l’articolo! Ho un cuore intrappolato in un’amore che non sarà mai corrisposto…però la fantasia è terribile e la realtà è tutta un’altra ed il dolore del cuore fa veramente male…
        Grazie ancora!

      2. Ciao Andrea,
        mi aiuti a capire un punto di vista diverso sull’amore?
        Quando dici che ve ne sono 2 tipologie differenti in cui nella prima si è innamorati ma non è amore – perchè l’amato è in realtà un conoscente o un amico – mi chiedo e ti chiedo…perchè si dovrebbe soffrire di meno?
        Ho 45 anni e il dicembre scorso mi è capitato di innamorarmi di una donna più giovane di me che non mi corrisponde perchè è felicemente convivente con il suo compagno,
        Di solito so gestire queste cose…ma stavolta non ce l’ho proprio fatta, è stato a dir poco travolgente! E infatti me ne sono innamorato come mai in precedenza mi era accaduto! Mi sono innamorato diverse volte nel corso della vita (non molte per la verita, si contano giuste nel palmo di una mano) ed in nessuna di queste occasioni sono mai stato corrisposto!
        Mio malgrado, da dicembre è successo di nuovo e da allora è un tormento quotidiano, un turbinìo di pensieri riguardo lei che mi fanno soffrire in modo indicibile. Premetto che è stato quasi un colpo di fulmine, nel senso che me ne sono perdutamente innamorato dopo averla frequentata neanche una ventina di ore! Ma, vista l’eccezionalità e rarità dell’evento, per me sono state più che sufficienti!
        Di lei mi manca tutto e non è una questione di idealizzazione, benchè idealizzare faccia parte del processo di innamoramento, quando cioè proiettiamo nell’altro le nostre fantasie e/o desideri. Il punto è, però, che me ne sono innamorato ancora prima di iniziare a idealizzarla! Non ne ho avuto il tempo! E’ stato il solo e semplice fatto di passare del tempo insieme a lei e farmi perdere progressivamente la ragione per venirne totalmente stregato.
        Non ti dico quanto ho sofferto e quanto, ad oggi, continui a struggermi ed a soffrire! Non credo sia un’infatuazione, sarebbe già svanita. Voglio il suo bene e infatti la sto lasciando andare (non so dove trovo la forza!) e prego che sia felice ed abbia le migliori cose dalla vita con il suo compagno.
        Ma ad oggi mi sento l’uomo più sofferente del mondo! Lei è nel mio cuore ma quest’ultimo è spezzato di dolore!
        L’unica cosa che vorrei è essere parte della sua vita e, come al solito, ho un bel NO d’innanzi a me!
        Mi chiedo…quando tutti questi rifiuti finiranno? Quando, alla fine, sarò vecchio e stanco?
        Tu scrivi…
        “Innanzitutto è doveroso chiedersi cosa vogliamo da quella persona, quali bisogni possono venire soddisfatti dal rapporto. Pensiamo forse di poter riempire il vuoto interiore che ogni individuo porta con sé, che non è altro che la mancanza della vera felicità duratura? Crediamo forse di curare la solitudine? Tappiamo i buchi dei nostri piaceri emotivi, sociali, sessuali inespressi e insoddisfatti?l’unica strada che può spegnere il dolore derivato dall’amore non corrisposto è amare veramente, che significa desiderare la felicità dell’altro, abbracciarlo senza attirarlo a sé, amarlo senza aver bisogno di lui o lei.”

        Si, ma se l’altro non è con noi che senso ha parlare di un amore di coppia? Che senso ha parlare di amore che dev’essere da entrambe le parti? Non vorrai credere sul serio che la solitudine, lo stare bene con se stessi, possa bastare per una vita intera! Perchè cerchiamo la nostra metà allora? Dai, suvvia!

        1. Andrea Di Lauro

          Salve, mi piacciono i commenti ben argomentati, sono una rarità.
          Allora, per rispondere alla tua prima critica: ho semplicemente scritto che: “solitamente” gli amori non corrisposti di persone che conosciamo a malapena e poi non vediamo più, sono infatuazioni, innamoramenti ecc. Non ho scritto “sempre”. Questa è la dinamica più probabile, tutto qui. Il tuo caso è più raro, ma possibilissimo. Anch’io ho sperimentato situazioni simili ma mai protratte in tempi considerevoli.

          Quel vuoto che ogni persona porta con sé non è altro che la mancanza della pura felicità di essere al mondo, insita in ogni essere umano. Nasciamo tutti così. Ogni persona è potenzialmente in grado di vivere felicemente nelle giuste condizioni senza aver bisogno di nulla o nessuno. Tuttavia questo non priva di un accrescimento di questa gioia, che si esprime quando due persone condividono le proprie esperienze di vita, la propria gioia.
          Fondere la propria felicità con quella dell’altro per creare qualcosa di nuovo e ancor più alto. Tuttavia nessuna persona può renderti veramente felice se già non lo sei. Può renderti più felice solo se già lo sei. Mio parere che tutt’ora sto constatando.

          Chi è felice sta benissimo in solitudine, ma questo non significa che non debba aspirare a una vita di condivisione e di relazioni amorose, tutt’altro, è la stessa felicità che ti spinge a questo. Ne avevo già parlato nell’articolo che ti linko ora: https://www.projectexcape.it/indipendenza-emotiva/

          Capisco il tuo punto di vista; il fatto è che per avere il quadro generale della nostra visione si devono leggere più articoli di questo blog, perché, in fondo, si tratta di un “libro” virtuale in costante evoluzione.
          A presto.

      3. Una cosa che ho sempre odiato è la mancanza di istruzione per quanto riguarda le relazioni, la sessualità.
        Possibile che non ci sia stato insegnato e tanto meno oggi che si può essere rifiutati tutta la vita?
        Che si può rimanere vergini a vita?

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