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Perché accontentarsi in amore?

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Che cos’è una vera relazione soddisfacente? Qual è la base per una convivenza felice? Accontentarsi in amore è sempre sbagliato. Questa che andrai a leggere è la nostra personale visione. Può sembrare molto platonica, ma se si vogliono raggiungere le nuvole con un balzo è necessario porsi l’obiettivo di toccare le stelle.

Accontentarsi in amore? La nostra visione

Accontentarsi in amore? La nostra visione sull’amore e le relazioni

Io non cerco una persona che mi salvi la vita. A me piace molto la mia vita. Io cerco una persona con cui condividerla, questa vita; con cui fare esperienze, a cui offrire la mia gioia e dividerla, fonderla e creare qualcosa di nuovo.

Non cerco qualcuno che mi ami. Quando sai chi sei e segui il tuo essere non hai bisogno di essere riconosciuto, non hai bisogno di essere amato, tutt’altro. Quando permani in questo stato hai un unico “bisogno”, quello di amare. Se tutti capissero che il vero bisogno è amare, e non essere amati, al mondo non ci sarebbero più problemi. Come ho detto però, prima è necessario sapere chi siamo.

A me non interessa incontrare la strafiga di turno, svanisce in pochi giorni l’illusione dell’estetica. Io aspiro a una persona che sia ciò che è veramente, che possegga unicità, la propria unicità, la sua individualità. Che sia donna e non solo femmina. Priva di inutile cattiveria e bramosie innestategli dal modo di vivere di quest’era. Dove la sua attenzione non sia incessantemente attratta dal compromesso e dal sotterfugio. Semplicemente buona e sincera. Un essere che abbia il coraggio di svelare chi è realmente, e che pianti in me il coraggio di mostrare ciò che sono.

Non cerco compagnia consolatoria né tediosi pomeriggi al bar. Non cerco le pizze in coppia del sabato sera né il dopocena al cinema. Questo può essere un contorno, anzi, un condimento, così minuto di dosaggio come lo può essere il sale.
Voglio invece condividere con lei le stelle nel cielo. Voglio fargli comprendere cosa significhi, per me, l’erba sotto la schiena, l’aria fresca e selvatica, il bagliore della luna, l’esplodere delle nuvole e il pulsare degli astri infiniti. E voglio che lei faccia capire a me cosa è per lei tutto questo, e ancor di più.
Ancor di più, così da essere sempre meno un “io”, e sempre più un “noi”. Voglio condividere l’eternità di quel momento, e sperimentare la paura dell’inevitabile separazione. Voglio perdermi in quella paura assieme a lei, e sentire la sua paura quanto sento la mia. Fonderla e trasformarla in qualcosa di diverso.

Voglio fare rafting e canoa, e ridere all’unisono quando gli spruzzi del fiume offuscano fastidiosamente la vista. Voglio inventare un nuovo piatto e giocare a sporcare i suoi vestiti con le pietanze. Voglio giocare, giocare ed esplorare, sia l’ambiente esterno che i nostri ambienti interiori. Voglio osservare le sue azioni e le mie, magari inaspettate, quelle che compaiono quando siamo davvero vivi.
Voglio abbracciarla mentre i coralli ci guardano e un pesce pagliaccio ride della nostra goffaggine nell’acqua. Voglio immaginare cosa c’è oltre i confini, assieme a lei. Cosa c’è oltre l’orizzonte, oltre il sole, oltre la galassia, oltre a noi.

Voglio conoscere le sue debolezze e mostrarle le mie. Voglio piangere di fronte a lei come mai ho fatto, nemmeno con me stesso. Voglio tornare a casa e assaporare ogni cosa di lei. Voglio chiamare “casa” l’intero mondo assieme a lei. Voglio vedere tutto questo da una prospettiva più alta, così attaccata da essere paradossalmente distaccata, perché in fondo questa relazione è insignificante e transitoria come tutte le cose, eppure è importantissima.

Perché noi due possiamo amarci così tanto ma snobbiamo chi abbiamo a fianco? Perché non posso amare ogni persona, ogni essere vivente come amo lei? Essergli così attaccato da riuscire a non aver bisogno di lei. amare il tutto, ogni persona, ogni insetto, ogni foglia, ogni sensazione…

E non mi interessa più di tanto il sesso di quest’epoca, perché ho assaporato l’amarognolo che permane dopo. Il dolce precedente si trasforma sempre in un amaro retrogusto quando i rapporti sono inumani. Non mi attira granché quella banale, meccanica e standardizzata rincorsa all’orgasmo che è il sesso di oggi. Cerco più un vero amplesso fisico, mentale, spirituale. l’unione dei primordi.
Una vera e reciproca penetrazione di anime.
Conoscere totalmente lei, conoscere totalmente me stesso attraverso lei, attraverso ogni esperienza con lei. Le esperienze di noi. Stessa cosa per lei.
Se c’è uno scopo, per me è questo: divenire noi. Io, te e il tutto.

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3 commenti su “Perché accontentarsi in amore?”

  1. E’ un’idea molto alta del rapporto di coppia. Forse troppo? Credo che quel tipo di armonia si crei in rarissimi casi, e in casi ancora più rari si mantenga. Siamo tutti in perenne cambiamento, perciò sarebbe quasi strana una sintonia di questo tipo su base stabile. Quell’armonia la cerco soprattutto in me stessa, adesso, ma sono più vecchia di te (il che non significa che io abbia ragione, ma rende comprensibile la differenza). 🙂

  2. Hai sicuramente ragione sulla fattibilità di questo pensiero, ma è proprio per quello che ho scritto: se vogliamo raggiungere le nuvole con un balzo dobbiamo porci come obiettivo le stelle. Alla meno peggio raggiungeremo le nuvole, e non sia che, magari, anche le stelle.
    Una domanda: ma secondo te è giusto cercare un’armonia con gli altri quando si è più giovani e poi cercarla con se stessi dopo? Leggendo le tue ultime righe mi è venuto questo dubbio, perché ogni tanto credo più nella logicità del contrario: quando due esseri sono in armonia con loro stessi allora possono relazionarsi (amorosamente) con gli altri. Qualche volta però penso che la relazione serva per giungere proprio all’armonia con se stessi. Ed ora che l’ho scritto credo che siano giuste entrambe le cose e che avvengano più o meno nello stesso periodo ma con tempi diversi.
    Ecco, ti ho fatto una domanda e mi sono risposto da solo. Se mi mandi a quel paese ti capisco. Abbi pietà 🙂

    1. Infatti non credo che ci sia un ordine giusto e uno sbagliato tra le due cose. Forse sarebbe meglio prima trovare l’armonia in se stessi, per non caricare l’altro di aspettative sbagliate ed essere capaci di amare davvero; però si impara per forza strada facendo, quindi è difficile partire da questa situazione ideale. L’importante, alla fine, è sempre non fermarsi, continuare a crescere. 🙂

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